I LUOGHI DEL BIRDWATCHING

Valle Dindona

 

L’area conosciuta come Valle Dindona è un’ansa golenale di 10 ettari che si trova lungo il Po di Goro, tra l’abitato di Goro e quello di Gorino Ferrarese. Si raggiunge a piedi o in bicicletta lungo la ciclabile sull’argine destro del Po di Goro. In auto si può arrivare percorrendo la strada provinciale che da Goro porta a Gorino Ferrarese, girando a sinistra dopo 3 km da Goro, in Via Vallazza. Una volta giunti alla fine della via si prosegue a piedi salendo sull’argine con vista sulla golena.

La vegetazione che vi si trova è quella tipica ripariale formata da Salice e Pioppo, con ampi canneti. Sugli alberi si insedia in primavera un’interessante garzaia, una piccola città degli aironi dove nel medesimo albero nidificano abitualmente specie diverse di Ardeidi. Questa garzaia è diventata particolarmente interessante in quanto da alcuni anni agli aironi si è unito anche il Cormorano. Gli aironi nidificanti sono: Airone cenerino, Airone guardabuoi, Airone rosso, Garzetta, Nitticora e Sgarza ciuffetto. Dall’alto dell’argine, dalla parte opposta della golena, si possono osservare le campagne coltivate a risaia, dove non è difficile avvistare la Volpoca, la Folaga, il Cavaliere d’Italia; frequente anche l’Albanella minore.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare più di 30 specieBuona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore
  • Percorso praticabile dai disabili partendo da Goro (Via Vincenzo Monti)

 

Servizi

  • Parcheggio a Goro e Gorino
  • Area pic-nic a Goro e Gorino
  • Noleggio biciclette a Goro e Gorino (zona porto)
  • Escursioni con operatori della zona in barca e motonave
  • Visite guidate su prenotazione

 

Sacca di Goro

 

La Sacca di Goro è un’ampia laguna racchiusa tra il Po di Goro e il Po di Volano, raggiungibile dalle strade che conducono a Goro e Gorino Ferrarese. Si estende per circa 3.000 ettari ed è conosciuta per la produzione di molluschi, in particolar modo vongole, che trovano nei fondali della sacca il luogo ideale per accrescersi e svilupparsi. Una parte della sacca, denominata Valli di Gorino, comprende zone di oasi ad alta naturalità, con canneti e barene. La zona confinante con il mare è delimitata da una lunga striscia di sabbia localmente chiamata “scanno” meglio conosciuta come “Isola dell’amore”, i birder invece amano definirla “l’isola dei limosi” per via delle migliaia di Limicoli che lì si fermano per lo svernamento.

Nonostante l’elevata frequentazione dell’uomo per le attività di pesca, numerose sono le specie presenti avvistabili durante tutto l’anno, in un continuo avvicendarsi di partenze e arrivi. In inverno le acque della sacca si popolano di vari stormi di anatre, numerosissimo lo Svasso piccolo, facile anche l’avvistamento di qualche Smergo minore. Nelle barene si possono osservare diversi Limicoli tra cui Chiurlo maggiore e Chiurlo piccolo, Voltapietre e poi ancora Piovanello pancianera, Pivieressa e Pittima minore. Con il cambio di stagione variano anche le specie, arrivano infatti l’Airone rosso, la Sterna comune, il Fratino, il Fraticello, l’Avocetta, il Cavaliere d’Italia e la Beccaccia di mare. La Sacca di Goro si visita principalmente in barca, approfittando delle varie escursioni organizzate dagli operatori della zona, ci si può in ogni caso divertire anche da terra. I porti di Goro e Gorino sono collegati da una strada che segue l’argine, sulla quale vige un divieto di accesso alle auto, ma ci si può tranquillamente inoltrare a piedi.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Punto di osservazione alla “Lanterna vecchia”
  • Buona agibilità, possibile presenza di fango nei periodi di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: in barca tutto il giorno, dall’argine, al primo mattino e al tardo pomeriggio
  • Durata: minimo tre ore
  • Percorso libero lungo l’argine della Sacca da Goro a Gorino
  • Percorso libero da Gorino fino a “Lanterna vecchia” (non accessibile ai disabili)

 

Servizi

  • Parcheggio a Goro e Gorino
  • Area pic-nic a Goro e Gorino
  • Noleggio biciclette a Goro e Gorino (zona porto)
  • Escursioni con operatori della zona in barca e motonave
  • Visite guidate su prenotazione

 

Lago di Volano

 

È osservabile dalla strada Acciaioli, che lo separa dalle Valli Bertuzzi, oppure entrando al villaggio turistico che ne occupa la sponda settentrionale, da cui si accede anche alle belle praterie salmastre in cui pascolano cavalli e tori allo stato brado.

 

Valli Bertuzzi

 

Le Valli Bertuzzi che comprendono anche Valle Cantone e Valle Nuova, hanno un’estensione di circa 2.000 ettari e sono utilizzate per l’allevamento del pesce. Si raggiungono facilmente dalla S.S. 309 Romea seguendo le indicazioni per il Lido di Volano o per il Lido delle Nazioni. Si prosegue lungo la strada panoramica Acciaioli che li unisce.

Lungo questa strada, all’altezza del Villaggio turistico “Spiaggia Romea”, è presente una torretta che consente una veduta panoramica sulla valle da pesca e spesso da questa capita di osservare numerosi Fenicotteri rosa, che dalle vicine Saline di Comacchio si spostano per alimentarsi. Lungo il canale circondariale della valle è invece facile osservare Folaghe, Morette, Moriglioni, Cigni reali, Cormorani e Marangoni minori. Riveste un certo interesse anche il Lago delle Nazioni, che si trova a Sud-Est dell’Acciaioli dove, in primavera, si possono osservare lo Svasso maggiore e in inverno lo Svasso minore; non è raro osservare anche la Strolaga mezzana o la Pesciaiola. Nel periodo invernale si consiglia una passeggiata che, partendo dal Lido delle Nazioni e arrivando fino al litorale prospiciente Spiaggia Romea, permette di osservare Limicoli e uccelli marini.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Torretta di avvistamento

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: mattino
  • Durata: circa un'ora
  • Libero accesso alla torretta di osservazione
  • Non accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Parcheggio al Lido di Volano o al Lago delle Nazioni

 

 

Valle Porticino-Canneviè

 

L’oasi di Canneviè e Porticino si trova lungo la strada che dalla S.S. 309 Romea porta al Lido di Volano. L’oasi, che ha una superficie di 67 ettari, è un residuo di un’estensione valliva molto più ampia, bonificata a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, è attrezzata con Centro Visite, punto ristoro, ristorante ed un centro congressi.

Il percorso è dotato di capanni e mascheramenti, consente di avvistare durante tutto l’anno una buona varietà di specie, tra cui Totano moro, Volpoca, Beccaccino, Martin pescatore, Fenicottero rosa, Alzavola, Marzaiola, Germano reale e Falco di palude. Partendo dalla stazione di Canneviè, all’inizio del sentiero si trova un capanno di osservazione per una prima panoramica sull’oasi; seguendo il sentiero si raggiunge un secondo capanno posizionato in un’area particolarmente nascosta e preferita dagli uccelli. Qui si possono fare le osservazioni migliori e la caccia fotografica in quanto gli animali spesso si trovano molto vicini. Proseguendo in direzione di Porticino si arriva all’ultimo capanno dove, in primavera, si possono vedere facilmente l’Avocetta e il Cavaliere d’Italia. Interessante anche lo specchio d’acqua limitrofo all’oasi, davanti alla chiesa di Volano, nel quale si possono vedere diversi Limicoli a pochi metri dalla strada.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare più di 45 specie
  • Punti di osservazione e capanni
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: primo mattino
  • Durata: minimo due ore
  • Percorso con libero accesso dalla stazione di Canneviè
  • Percorso accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Centro visite, bookshop, punto ristoro, hotel, centro congressi
  • Area pic-nic
  • Parcheggio
  • Visite guidate su prenotazione
  • Noleggio biciclette

 

 

Valle Fattibello, Valle Molino, Valle Capre, Valle Spavola

 

È visibile dalle strade che ne percorrono la base degli argini, salendo sugli stessi per avere una visione panoramica della laguna. Valle Spavola è raggiungibile a piedi dalla salina di Comacchio, percorrendo gli argini verso la stazione Foce, o da stazione Foce verso la salina. Valle Capre si raggiunge addentrandosi nelle carraie che si inoltrano verso l’interno a partire dalla strada Romea. Infine, Valle Molino è visibile dalla strada Romea, oppure dalla strada che, dalla Romea, raggiunge direttamente Comacchio.

 

 

Bonifica del Mezzano e di Valle Pega

 

Immensa distesa di terre coltivate, quest’area agricola era un tempo parte integrante delle Valli di Comacchio sottoposte, dalla seconda metà dell’800 fino ai primi anni del ‘900, ad imponenti opere di bonifica. Non sono presenti centri abitati ed è vietata l’attività venatoria per questo motivo si possono osservare specie particolari e talvolta rare.

Si segnalano ad esempio la Ghiandaia marina, il Gufo di palude, la Pernice di mare, la Gru, senza contare le centinaia di coppie di Fagiani presenti. Notevole è la presenza di Cicogna, frutto di un progetto di reintroduzione, di Pavoncella e di migliaia di oche che si fermano in inverno. Il birdwatching si pratica essenzialmente in auto seguendo le poche strade asfaltate che attraversano la campagna da Est ad Ovest e da Nord a Sud, osservando nei fossati, nei campi intorno e sui cavi della rete elettrica o della linea telefonica dove spesso si posano Rapaci come il Lodolaio, il Gheppio e lo Smeriglio.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 45 specie
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore
  • Percorso accessibile ai disabili

Valli e Salina di Comacchio

 

Le Valli di Comacchio si estendono per circa 11.000 ettari e sono delimitate a Est dalla S.S. 309 Romea, a Sud dal fiume Reno, a Ovest dall’argine Agosta ed a Nord dall’abitato di Comacchio. In centro a Comacchio, in Piazzale Caduti per la pace, si trova una torretta di avvistamento che si affaccia sul grande specchio d’acqua di Valle Fattibello. Dopo aver superato, nelle vicinanze della torretta, il ponte di San Pietro e seguendo prima via Istria e successivamente, tenendo la sinistra, Via Pega Est, si raggiunge Stazione Foce. In questo sito, che rappresenta una delle aree più importanti del Parco dal punto di vista ornitologico, è possibile praticare il birdwatching seguendo tre distinti percorsi: a piedi seguendo l’argine che da Stazione Foce porta alle saline tra Valle Spavola e Valle Uccelliera; a piedi o in bicicletta, lungo il sentiero che si trova sulla destra subito dopo il ponte in ferro, fino a raggiungere il Casone Donnabona; in motonave, grazie ad un’escursione all’interno delle valli stesse con la quale si visitano i Casoni di Pegoraro e Serilla. È possibile inoltre praticare birdwatching nel sentiero natura dell’agriturismo Prato Pozzo e lungo l’argine Sud delle Valli a piedi, in bicicletta o con pulmino elettrico.

L’avifauna delle Valli e delle Saline di Comacchio è estremamente varia ma la punta di diamante è rappresentata dal Fenicottero rosa che nidifica in primavera e vi staziona poi durante tutto l’anno. In primavera arrivano per nidificare Spatola, Cavaliere d’Italia, Beccaccia di mare, Avocetta, Sterna comune, Sterna zampenere, Fratino, Fraticello e diverse specie di gabbiani tra cui il Gabbiano corallino. In inverno oltre alle numerose specie di Limicoli come Pittima reale, Pantana, Pettegola, Pivieressa, Piovanello pancianera, si possono osservare anche alcune specie nordiche come il Quattrocchi, lo Smergo minore o il Gufo di palude.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare più di 60 specie
  • Punti di osservazione e torrette
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Percorsi a piedi accessibili tutto l’anno
  • Percorsi in motonave attivi da marzo ad ottobre
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: intera giornata
  • Percorso in motonave accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Centro visite, bookshop, punto ristoro, hotel
  • Parcheggio
  • Area pic-nic
  • Visite guidate
  • Noleggio biciclette
  • Escursioni in motonave nelle Valli di Comacchio
  • Escursioni in pulmino elettrico da Sant’Alberto e Comacchio

 

 

Oasi Valle Zavelea e Ansa Fossa

 

L’oasi si trova nei pressi dell’idrovora Fosse, è ben segnalata e da Comacchio si raggiunge facilmente seguendo le indicazioni per Anita. Il parcheggio si trova sul lato opposto rispetto all’ingresso dell’oasi e da lì un sentiero conduce dritto alla torretta di avvistamento, dalla quale è possibile praticare il birdwatching. Valle Zavelea è un bacino di acqua dolce di circa 70 ettari adiacente alle Valli di Comacchio, nella quale è preclusa l’attività venatoria. Per gli amanti del birdwatching è un’area molto interessante durante tutto l’anno per la costante presenza di numerose specie di uccelli. È possibile anche fare osservazioni senza scendere dalla vettura, sostando al lato della strada, soprattutto nelle tarde ore del pomeriggio quando si è in favore di luce.

Sopra il folto canneto è facile vedere il Falco di palude intento a cacciare, numerose specie di Ardeidi, Anatidi e molti Limicoli. Valle Zavelea è un sito molto interessante per quanto riguarda la nidificazione del Cavaliere d’Italia, dell’Avocetta e della Pernice di mare. In inverno è molto interessante scrutare i campi ed i ripristini ambientali limitrofi, nei quali si possono avvistare stormi di oche ed occasionalmente anche di Pavoncelle.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Torretta di osservazione
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore
  • Percorso non accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Parcheggio

 

Vene di Bellocchio e Ancona

 

Il sito si trova a ridosso dell’abitato del Lido di Spina, è raggiungibile dalla S.S. 309 Romea svoltando su Via degli Etruschi e proseguendo poi a destra su Via G. Puccini. Si può parcheggiare nei pressi del Lago di Spina e da lì si prosegue a piedi lungo il sentiero che costeggia il lago ed il campeggio adiacenti la pineta. Al termine del sentiero, superato il piazzale asfaltato si raggiunge la torretta di avvistamento dalla quale, nelle ore pomeridiane, quando il sole è alle spalle, si ha un’ottima visuale sulla zona umida di Vene di Bellocchio e Ancona. Tornati al piazzale fuori dal camping si può seguire la via per il mare e lungo la battigia costeggiare le Vene di Bellocchio e Ancona fino alle foci del Reno. Valle Ancona è una laguna salmastra di 250 ettari, collegata direttamente con il mare e quindi soggetta all’influsso delle maree.

L’area è popolata da anatre, aironi, gabbiani e sterne; con la bassa marea, quando affiorano le barene, la zona è affollata da varie specie di Limicoli tra cui il Chiurlo maggiore, la Pettegola e la Pantana. Importante è inoltre la nidificazione del Fratino.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 30 specie
  • Torretta di osservazione
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: al mattino dalla spiaggia verso Valle Ancona, nel pomeriggio dalla torretta
  • Durata: minimo tre ore
  • Percorso parzialmente accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Parcheggio

  

 

Oasi Val Campotto

 

Il sito si trova nell’immediata vicinanza dell’abitato di Argenta, a Sud del fiume Reno. Si raggiunge seguendo le coordinate indicate. L’area ha un’estensione di 600 ettari con specchi di acqua dolce ed una superficie boschiva di 100 ettari. Fanno parte dell’oasi due casse di espansione, Campotto e Bassarone, ed il Bosco del Traversante, con la tipica vegetazione igrofila.

Val Campotto si caratterizza per la presenza di una delle più grandi colonie di Cormorano in Italia. Tra le specie nidificanti ricordiamo il Mignattino piombato, la Sgarza Ciuffetto, il Migliarino di palude, la Salciaiola, il Cannareccione e la Cannaiola. Tra i migratori si registra inoltre la presenza del Falco pescatore, mentre l’area boschiva ospita diverse specie di Silvidi, come il Canapino, il Rigogolo, il Cuculo, l’Averla cinerina e l’Ortolano. Il sito è inoltre conosciuto per aver ospitato tra gli anni 2006 e 2010 esemplari svernanti di Aquila anatraia maggiore e di Aquila di mare. Per iniziare la visita del sito si consiglia di recarsi presso il Centro Visite Museo delle Valli, all’ingresso dell’oasi, dove è possibile prenotare una visita guidata in quanto gli ingressi sono regolamentati. In alternativa è possibile percorrere un sentiero di libero accesso esterno all’oasi che parte dalla Pieve di San Giorgio e arriva fino al Centro Visite.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 40 specie
  • Punti di osservazione e torrette
  • Buona agibilità, possibile presenza di fango nei periodi di pioggia

 

Modalità di fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore
  • Ingresso regolamentato con visite guidate
  • Percorso con libero accesso dalla Pieve di San Giorgio al Centro visite
  • Percorso in gran parte accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Centro visite, museo, bookshop e bar
  • Parcheggio
  • Area pic-nic
  • Visite guidate
  • Noleggio biciclette
  • Noleggio binocoli

 

 

 Oasi Valle Santa

 

Valle Santa si trova a poca distanza dal Museo delle Valli nel Comune di Argenta. Si tratta di una cassa di espansione del torrente Idice di 250 ettari, con vegetazione emersa a canneto e nannuferi. All’esterno della cassa di espansione è presente un interessante prato umido, utilizzato da numerose specie per l’alimentazione quotidiana.

Valle Santa è uno dei migliori siti per il birdwatching dell’area del Delta del Po dove si possono avvistare varie specie di uccelli: in primavera-estate Sterna maggiore, Sterna zampenere e Mignattino piombato, interessanti anche gli aironi, tra cui il Tarabusino e la Sgarza ciuffetto; in inverno Airone bianco maggiore e Tarabuso. Nelle campagne adiacenti è facile osservare stormi di Oche selvatiche e Gru. Altre specie presenti in inverno sono Alzavola, Volpoca, Mestolone e Beccaccino; specie particolari sono il Mignattaio e la Spatola. I canneti ospitano specie come Basettino, Pendolino, Usignolo di fiume, Cannaiola ed altri piccoli uccelli. Per visitare il sito, ci si inoltra lungo il percorso che va dal parcheggio (dove si trova una bacheca illustrativa dell’oasi) alla torretta di avvistamento dalla quale si osserva facilmente gran parte della zona umida. Si consiglia di non camminare sulle sponde più elevate dell’argine per non disturbare l’avifauna. Le condizioni migliori di luce per le osservazioni si hanno alle prime ore del mattino o dal primo pomeriggio fino a sera.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 40 specie
  • Punti di osservazione e torretta
  • Buona agibilità, possibile presenza di fango nei periodi di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno, tratto di 6 Km sempre visitabile, ulteriori 3 km sono vitabili il giovedì, sabato, domenica e festivi
  • Accesso libero
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: 2-3 ore
  • Accessibile ai disabili solo se accompagnati

 

Servizi

  • Centro visite e servizi nella vicina Oasi di Campotto
  • Parcheggio

Punte Alberete

 

Punte Alberete è un bosco igrofilo di acqua dolce esteso su 190 ettari e situato a Nord di Ravenna. L’area è attrezzata con un percorso ad anello fruibile solamente a piedi, che parte direttamente dal parcheggio sulla Romea e permette di osservare tutti gli ambienti che compongono il sito. Il sentiero si immerge all’interno del bosco igrofilo, caratterizzato alla presenza di Frassino ossifillo e Salice bianco, ma come in un mosaico di ambienti il sito presenta anche zone a prato umido, bassure allagate con cariceti e canneti e specchi di acqua aperti dove domina la Ninfea bianca.Tutti questi ambienti rendono Punte Alberete l’ecosistema di maggiore importanza conservazionistica del Parco del Delta del Po.

Nella parte settentrionale del sentiero, attrezzata con una schermatura e un capanno per il birdwatching è possibile effettuare osservazioni anche ravvicinate di specie altrove molto rare: Martin pescatore, Marangone minore, Fistione turco. Numerose e varie sono le specie di Ardeidi e Anatidi che si possono osservare, va segnalata la presenza di alcune coppie di Moretta tabaccata, bellissima specie minacciata di estinzione a livello globale, che si può osservare in primavera-estate. Altro avvistamento degno di nota è il Mignattaio, simbolo dell’oasi, visibile da aprile a settembre. Il percorso è fruibile tutto l’anno e in ogni stagione il sito offre paesaggi unici. Si consiglia, tuttavia, di visitare Punte Alberete nel periodo primaverile per godere della fioritura delle molte specie vegetali che colorano il bosco.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Punti di osservazione, capanno e schermature
  • Buona agibilità, presenza di fango con piogge abbondanti

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore e trenta
  • Non accessibile ai disabili
  • Ingresso regolamentato per gruppi: per accedervi con gruppi di oltre 10 persone, è necessario richiedere il permesso all’Ufficio Ambiente del Comune di Ravenna, Tel. 0544 482111

 

Servizi

  • Parcheggio
  • Visite guidate su prenotazione

 

Valle Mandriole

 

Situata tra l’abitato di Mandriole e il Fiume Lamone, Valle Mandriole (conosciuta con il nome Valle della Canna) è una palude di acqua dolce che si estende per circa 250 ettari e rappresenta, insieme a Punte Alberete, il residuo dell’antica cassa di colmata all’interno della quale fluivano le acque del Fiume Lamone. L’area è caratterizzata da acque di diversa altezza e si alternano zone di chiaro con acque profonde a zone di acque basse caratterizzate dalla presenza di Cannuccia di palude, Tifa e Giunco lacustre, che forniscono riparo a numerose specie di uccelli. L’accesso è consentito su due torrette d’avvistamento, dalle quali è possibile avere un’ampia visuale della Valle: una situata a ridosso del Fiume Lamone è raggiungibile direttamente dalla S.S. 309 Romea; l’altra si trova nei pressi di Ca’ del Chiavichino, raggiungibile a piedi ed accessibile dalla Romea sullo scolo Rivalone oppure dalla Tenuta Augusta.

In tutte le stagioni è possibile fare birdwatching e cogliere l’occasione per effettuare preziose osservazioni. Durante il periodo riproduttivo dalla torre Sud si può osservare una bella garzaia con tutte le specie di aironi europei oltre a Spatole, Mignattai e Marangoni minori. Dalla torretta di Ca’ del Chiavichino è possibile invece osservare le fasi di nidificazione di Folaga, Svasso maggiore e Oca selvatica. Numerosi sono gli Anatidi che è possibile avvistare all’interno della valle: Mestolone e Alzavola, frequenti durante i passi o lo svernamento; Marzaiola, diffusa nel periodo marzo – aprile; Canapiglia, molto comune durante l’inverno; Moriglione e Moretta, osservabili tra gennaio e marzo e dalla seconda metà di ottobre. È possibile fare ottimi avvistamenti nelle prime ore del mattino, ma durante il periodo primaverile ed estivo consigliamo una visita alla torretta nel tardo pomeriggio, per non perdere i colori del tramonto sulla valle da una visuale sicuramente privilegiata.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Punti di osservazione e torretta
  • Buona agibilità, anche in caso di pioggia

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: primo mattino e tardo pomeriggio
  • Durata: minimo due ore
  • Non accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Parcheggio

 

Pineta di San Vitale e Pialassa della Baiona

 

Di origine romana la Pineta di San Vitale si sviluppa su un terreno in cui si alternano bassure umide ad antiche dune costiere più elevate. Questa alternanza di terreni ha permesso l’insediamento del Pino domestico e del Pino marittimo, soprattutto sui cordoni dunosi. È possibile percorrere la Pineta in ogni sua parte attraverso percorsi pedonali e ciclabili. Immediatamente a ridosso della Pineta San Vitale si estende la Pialassa Baiona, una zona umida di acqua salmastra di 1.100 ettari in collegamento con il Mare Adriatico attraverso il canale Candiano e con acque dolci attraverso i canali che percorrono la Pineta. La caratteristica della Pialassa è quella di avere un ricambio d’acqua costante con il mare, grazie al moto delle maree; da qui i termini pia (prendi) e lassa (lascia) riferito all’acqua del mare che entra ed esce.

Abbondante la presenza di Ardeidi come l’Airone bianco maggiore e la Garzetta. Numerose anche le specie nidificanti e facilmente osservabili, quali Volpoca, Sterna comune, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Pettegola e Beccaccia di mare. Nel periodo primaverile ed estivo è diffusa la presenza del Fenicottero rosa. È consigliabile accedere alla Pineta San Vitale e alla Pialassa Baiona attraverso l’entrata posta lungo la statale Romea, Ca’ Vecchia, a Nord del ponte sul Canale Fossatone. È inoltre possibile raggiungere la Pialassa Baiona dalla frazione di Marina Romea; particolarmente adatta per le osservazioni è la torretta di avvistamento che si trova a Sud del pontile d’imbarco al termine di Via dei Pioppi.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Buona agibilità anche in caso di pioggia
  • Torretta

 

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: tutto il giorno
  • Durata: minimo due ore
  • Percorso accessibile ai disabili

 

Servizi

  • Centro di documentazione ambientale Ca’ Vecchia
  • Parcheggio
  • Area pic-nic presso “Parco 2 giugno”
  • Escursioni in barca
  • Visite guidate

 

Bardello

 

È raggiungibile attraverso la carraia sterrata che segue il piede d’argine sinistro del fiume Lamone, partendo dalla base del ponte della Statale Romea sullo stesso Lamone, svoltando a destra appena a Nord in direzione Ravenna – Venezia.

Salina di Cervia

 

La Salina di Cervia rappresenta la stazione più a Sud del Parco Regionale del Delta del Po. è un ambiente di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, tanto da essere stato inserito come Zona Umida di Importanza Internazionale nella Convenzione di Ramsar e dal 1979 è divenuto Riserva Naturale dello Stato. La Salina si estende su una superficie di 827 ettari ed è percorsa all’interno da una fitta rete di canali.

Sotto il profilo avifaunistico l’ambiente delle saline è popolato da specie come il Fenicottero rosa, il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, gli aironi tipici del Delta del Po e altre specie protette. Grazie alle sue caratteristiche è zona di sosta e nidificazione per numerose specie di uccelli che occupano i piccoli argini e gli isolotti che si formano all’interno delle vasche. Le specie regolarmente nidificanti in questo sito e quindi visibili nel periodo primavera - estate, sono Volpoca e Germano reale tra gli Anatidi, mentre tra i Limicoli si osservano Cavaliere d’Italia, Avocetta, Fratino, Pavoncella e Pettegola. Tra i Caradriformi nidificano Gabbiano corallino e Gabbiano reale, accompagnati da Sternidi come Fraticello e Sterna comune. In autunno e nella stagione invernale invece la salina si riempie di Fischioni, Alzavole, Mestoloni, Codoni, Canapiglie e Germani reali. Per quanto riguarda i rapaci si possono vedere Poiana e Falco di palude.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare 60 specie
  • Punti di osservazione, mascheramenti, torrette, capanni
  • Buona agibilità, anche in caso di pioggia
     

Modalità di Fruizione

  • Aperto da marzo a novembre con orari diversi in base alla stagione
  • Orario consigliato: primo mattino e tardo pomeriggio
  • Durata: minimo due ore e trenta minuti
  • Accesso a pagamento
  • Percorsi parzialmente accessibili ai disabili
     

Servizi

  • Centro visite, museo e bookshop
  • Parcheggio
  • Punto ristoro
  • Per le visite guidate possibilità di noleggio binocoli e biciclette

 

 

Ortazzo, Ortazzino e foce del Torrente Bevano

 

Il fiume Bevano è caratterizzato da una foce meandriforme a estuario, l’unica rimasta dell’alto Adriatico ancora in continua evoluzione. L’area della foce, racchiusa in una superficie di 1256 ettari, con le sue dune costiere e le lagune interdunali rappresenta una fotografia dell’ambiente costiero prima dell’intervento dell’uomo. A Ovest della foce del Bevano si sviluppa l’area dell’Ortazzino costituita da meandri fossili del fiume stesso, antiche dune costiere e prati umidi con falda affiorante. Adiacente ai prati umidi dell’Ortazzino si sviluppa la zona umida dell’Ortazzo, antica valle d’acqua dolce ricavata da vecchie risaie, che oggi vede però intrusioni di acqua salata. La varietà e la complessità degli ambienti rende questo sito ricco di biodiversità per flora e fauna.

Nelle aree dell’Ortazzo e dell’Ortazzino si è insediata una grande comunità di Caradriformi nidificanti, come Gabbiano roseo e Gabbiano comune e si osserva una forte presenza di Limicoli come Cavaliere d’Italia, Avocetta, Fratino e Pettegola. Notevole la presenza di Anatidi, quali la Volpoca, attualmente in fase di espansione; occasionalmente nidificanti Marzaiola e Alzavola. Per quanto riguarda invece l’ambiente costiero, la fauna risente della forte presenza antropica, l’unica specie presente in numero abbastanza rilevante è il Fratino. Per quanto riguarda i Passeriformi è da segnalare la presenza del Calandro, una specie in forte regressione numerica nidificante sulle dune dell’Ortazzino. La Foce del Bevano, l’Ortazzino e l’Ortazzo sono facilmente raggiungibili anche in macchina attraverso due ingressi dalla statale Adriatica. Gli avvistamenti sono possibili anche grazie alla presenza di due torrette di avvistamento, una in zona Ortazzino ed una nella parte occidentale dell’Ortazzo, dove è presente anche un capanno.

 

Caratteristiche

  • Possibilità di avvistare oltre 50 specie
  • Punti di osservazione, torrette e capanni
  • Buona agibilità, possibile presenza di fango nei periodi di pioggia
     

Modalità di Fruizione

  • Area accessibile tutto l’anno
  • Orario consigliato: primo mattino e tardo pomeriggio
  • Durata: minimo due ore
  • Accesso libero
  • Percorsi parzialmente agibili ai disabili
     

Servizi

  • Visite guidate su prenotazione
  • Centro visite e servizi nella vicina Salina di Cervia
     

 

Bassa Marina

 

L’area è osservabile dalla via Bevanella, traversa della statale Adriatica, che ne costeggia due lati, dalla carraia che accede all’Ortazzo e dalla via Canale Pergami, che porta al centro visite della Bevanella.